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Pensieri, parole ma soprattutto foto... di PaolaI cani credono di essere umani... i gatti divini...
May 16 Chi non muore...
Questa volta sono davvero sparita!
Dannato tempo… durante la giornata il lavoro è aumentato notevolmente (purtroppo!!!) e durante il tempo libero sono stata letteralmente fagocitata dalla fotografia.
Tutta colpa della nuova macchina fotografica e delle ottiche che progressivamente sono arrivate (e medito pure dei nuovi acquisti appena il portafogli lo consente) ma soprattutto della mostra online nella fotocommunity che frequento. E’ poca cosa (dieci foto in tutto) ma, chi mi conosce lo sa, sono una perfezionista e quindi non sono mai contenta dei miei scatti.
Ho faticato un po’ prima di decidere quale sarebbe stato il soggetto, tante idee ma forse nessuna mi apparteneva come quella di rappresentare la natura, nelle sue mille sfumature e nella bellezza delle sue piccole cose.
Mi sono alzata ad orari impossibili, ben prima che il sole si levasse, per essere sul posto proprio con la luce giusta… e quante volte sono tornata a casa con niente di fatto perché magari c’era il vento oppure non trovavo dei soggetti che mi piacessero. Eppure anche in quelle giornata non ho potuto fare a meno di apprezzare la bellezza di iniziare la giornata in mezzo la natura. Paradossalmente, mi sentivo meno stanca quando mi alzavo prima dell'alba piuttosto che i sabati passati a poltrire comodamente... quanta energia che ci ragala la natura!
Ma, finalmente, la mostra è online… e, devo ammettere, che mi piace. Per questo vorrei condividerla con voi…
Per vedere la mostra cliccate qui
Ed ora che questa “faticaccia” è finita spero di poter ritrovare un po’ di tempo per il mio blog ma soprattutto per gli amici abbandonati… April 04 Manager... d'assalto!Adesso mi è perfettamente chiaro perché non ho fatto e non farò mai carriera non ho questa strafottenza ne’ (per fortuna!) questa ignoranza…
Click!
Lo stipendio però... non è che mi dispiacerebbe!
April 01 Elezioni... che fare?
Siete tra gli indecisi che ancora non sanno che cosa votare alle prossime elezioni?
Siete stanchi di ascoltare tribune elettorali e simili?
Nessun problema… rispondere a poche e semplici domande e troverete il vostro partito ideale!
Curiosi? Cliccate qui allora... March 28 MoodQualche tempo fa, dopo una mia esternazione più intimista del solito, un amico mi dette questo consiglio: “dai dei progetti prospettici alla tua vita”.
Ho cercato di prenderlo in parola (grazie Oreste!), non con un nuovo progetto ma cercando di prendere più seriamente una passione che coltivo da un po’ di tempo: la fotografia. Macchina nuova per togliermi l’alibi che fosse la tecnologia a fermarmi ed un lavoro di studio per carpire i segreti di chi le foto sa farle veramente.
In questo momento mi sto orientando verso le foto naturalistiche, un mondo un po’ sconosciuto e sicuramente tecnicamente molto meno facile di quanto possa sembrare.
Ma ogni tanto ci sono anche scatti diversi, come questo:
E’ una foto apparentemente banale, ne sono consapevole, ma penso che possa suscitare qualche emozione.
Ed allora facciamo un gioco, se vi va… Provate a guardarla con il cuore e sentire che cosa vi racconta…
Per non influenzarvi io metterò le mie emozioni come ultimo commento. March 21 Buona Pasquaagli “amici” che ormai porto nel cuore ai “conoscenti” che vorrei aver il tempo di scoprire meglio ma anche a chi capita qui per caso insomma a tutti… auguro giorni sereni da trascorrere con le persone che amano facendo magari quelle cose per cui solitamente non si trova il tempo.
A chi in questi giorni si sentirà triste perché le “feste” se ci sono problemi sembrano ingigantirli lascio un piccolo fiore un abbraccio e… la mia solidarietà! ![]() March 05 Ricordi in bianco e nero
Su RAI3 stanno trasmettendo Enigma, la trasmissione di Corrado Augias, questa sera si parla del delitto Moro.
Mi sembra incredibile che siano passati già trent’anni.
La prima domanda che il conduttore pone ai suoi ospiti è “che cosa faceva quella mattina del 16 marzo 1978?” (giorno del rapimento) dando per scontato che nessuno sia mai riuscito a dimenticare quel momento.
Penso che abbia ragione.
Al di là delle vicende, delle verità raccontate e di quelle ancora celate e che forse mai verranno svelate, credo che per chi era già abbastanza grande sia un evento che è rimasto ben presente nella mente e nel cuore, indipendentemente dall’appartenenza politica.
Io quel giorno lo ricordo perfettamente.
Ero a scuola, da poco era passata la ricreazione quando la bidella bussò alla porta e disse all’insegnante che dovevo uscire dall’aula. Ovviamente rimasi sorpresa, per un frazione di secondo immaginai chissà quale disgrazia poteva essere successa perché qualcuno mi venisse a cercare (ero una “brava ragazza” quindi era da escludere che ci fosse qualche problema a scuola). Percorsi il lungo corridoio senza avere il coraggio di chiedere nulla alla bidella che mi accompagnava. Voltai l’angolo e trovai mio padre in cima alle scale che mi stava aspettando. Era visibilmente nervoso, cosa a cui non ero assolutamente abituata. Prendendomi sotto braccio mi raccontò del rapimento, lasciando trapelare la sua paura che potesse accadere qualcosa di veramente grave. Per questo aveva lasciato il negozio dove allora lavorava ed aveva deciso che sarebbe stato più giusto che io fossi a casa con loro.
Non ho mai veramente capito che cosa avesse terrorizzato mio padre, forse i ricordi di una guerra vissuta sulla pelle, di una fuga rocambolesca per fuggire alla deportazione… o forse per una persona onesta era impensabile che una carica così importante dello stato potesse essere rapita.
A me, allora simpatizzante dell’estrema sinistra, sicuramente fece capire che quella non poteva essere la strada per un futuro migliore… ma anche che non sempre la verità è quella che sembra.
Come al solito accompagno il post con una foto e volutamente ho scelto una foto diversa da quelle che siamo abituati a vedere perché Aldo Moro era prima di ogni altra cosa un uomo e anche solo per questo avrebbe avuto diritto ad una vita ed una morte diversa... February 28 Sono arrabbiata...
... no, dire arrabbiata è sicuramente riduttivo. Sono indignata!
Da qualche tempo lavora nel mio stesso ufficio E. un ragazzo diversamente abile che ha qualche difficoltà nel camminare e nell’uso di una delle braccia. Ovviamente è stato assunto perché, giustamente, nelle ditte con un certo numero di dipendenti deve esserci una certa percentuale di diversamente abili.
Sulle prime non si sapeva quale mansione affidargli, ma E. è un ragazzo intelligente e pian piano si è ritagliato un suo spazio e si occupa di un sacco di cose, tra cui la gestione del magazzino. Ovviamente è una gestione contabile ed i “lavori di fatica” vengono svolti, di volta in volta, da qualche collega di buona volontà.
Peccato che non tutti ne siano dotati e che qualcuno addirittura sia sprovvisto non solo di quella.
E così, oggi, E. si è sentito dire da una collega (che sia una donna mi fa imbestialire ancora di più!) “Questo è l’elenco degli apparati che mi servono, sono da portare sulla mia scrivania. Se non riesci fatti aiutare dai ragazzi del presidio ma sarebbe meglio che te la cavassi da solo, perché altrimenti per che cosa ti abbiamo assunto”. (Tecnicamente si tratta di portare degli scatoloni almeno 40x50 cm. dal magazzino ad un ufficio dall'altro lato dello stabile!)
Non vi racconto neppure come l’ha presa E.
Per fortuna ne ha parlato con il suo coordinatore e la vicenda si è saputa.
Sinceramente spero che vengano presi dei provvedimenti anche seri perché questo è un comportamento davvero inumano. February 27 And... the winner is...
Ho promesso che mi sarei impegnata e quindi eccomi, ancora qui, a parlare di FOCA L.
Innanzitutto un doveroso grazie agli organizzatori: Mauro, Michele e Nando...
senza di loro sicuramente non ci sarebbere tutte queste belle fochette in giro.
Se ancora non sapete di che cosa si tratta vi rimando alla descrizione di Nando, davvero non avrei saputo fare di meglio…
per gli obblighi a cui adempiere una volta premiati vi invito alla lettura della circolare n. 1/08 del Commissario Straordinario per le Emergenze del Foca…
e, se siete curiosi QUI potete trovare l’elenco completo dei premi.
La scelta più ovvia sarebbe quelle di premiare i blog che sento a me più vicini, ma ormai sono subissati di premi (vero Lilla, Federico & C?) e quindi ho deciso di segnalare qualche blog che seguo (vabbè più o meno abitualmente ma si sa che non sono molto presente), che trovo interessante e che non è nella ristretta cerchia degli amici. Ed allora… andiamo con le premiazioni:
Premio Fantasia Originalità Creatività ed Arte
a Laura con la sua
per le splendide immagini che sa creare dal nulla
Premio FOCA SORRIDENS
ad Alianorah
per l’ironia con cui racconta di sé e degli altri
Premio FOCA NEWS
per la varietà e spesso la curiosità degli argomenti che tratta
Complimenti a tutti... continuate così!
February 26 FO CAL CHE?Sono commossa! Nonostante io “latiti” sempre più spesso ho ricevuto ben tre FOCA L premi:
da Kalispera FOCLICK (per le sue foto, i suoi colori e le inquadrature di pensieri)
da Lilla METTO A FOCA L’OBIETTIVO (per la sua capacità di saper cogliere l’attimo giusto con la macchina fotografica)
e da Federico FOCA IN LETARGO (per la fotografia e per i testi... insomma per tutto!)
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE a chi si è ricordato di me e mi ha dato il giusto “pungolo” (vero Federico?) per ritornare qui.
Prometto che adesso mi metterò d’impegno e penserò a chi passare questo importante premio!
E' un premio che arriva in un momento un po' strano visto che ad essere premiate sono soprattutto le mie foto e da quando ho la macchina nuova non sono riuscita a fare nulla di buono... chissà magari sarà di buon auspicio...
Non avrei mai pensato però che la notizia si sarebbe diffusa in un baleno e che le mie foto ed io saremmo anche finiti in copertina!
Ovviamente si tratta di uno dei tanti giochi della rete ma chi vuol sentirsi famoso per un attimo o vuol vedere che effetto farebbe un suo scatto in copertina clicchi QUI February 08 Vi presento...
Babbo Natale è arrivato un po’ in ritardo a casa mia quest'anno…
A dire il vero, ho impiegato una vita a scegliere quale regalo farmi, poi ho cercato (quasi disperatamente!) un fornitore che non mi facesse spendere più dello stretto necessario, il medesimo effettivamente è onesto ma ha fatto un po’ di pasticci sulla consegna… però… finalmente è arrivata.
Questa è la mia nuova macchina fotografica!
E, come temevo, dopo averla avuta tra le mani per pochi minuti, mi sono spaventata… ci sono decide di bottoncini, led, e diavolerie varie. Ho il sospetto che possa anche fare il caffè, se debitamente impostata…
Penso proprio che il prossimo weekend sarà di studio, scatti su scatti per capire come farla lavorare come vorrei io… speriamo bene!
E nel frattempo comincio a pensare a quali altri obiettivi poter acquistare (e permettermi!!!) oltre a quello qui sotto… già… perché il corpo macchina è solo l’inizio.
February 07 Into the wild
Pur pensando che avrebbe potuto essere un “filmetto d’avventura” decisi di andare a vederlo perché il solo fatto che fosse ambientato in quell’Alaska che mi è rimasta nel cuore meritava che si corresse qualche rischio.
Niente di più sbagliato! Sia perché solo parte del film è girata in Alaska e, forse volutamente, neppure nelle zone più scenograficamente maestose sia perché non è un film d’avventura ne’, tanto meno, un filmetto.
Del film volutamente racconterò ben poco e vi consiglio di non leggere neppure troppe recensioni qua e là potrebbe non piacervi ma potrebbe anche entrarvi nel cuore come è successo a me e sintetizzando all’estremo è la storia di chi deve andare lontano, sino al limite estremo per cercare la sua verità.
Splendidamente recitato dal giovane Emile Hirsch e magistralmente diretto da Sean Penn che mescola sapientemente tagli stretti, panorami senza fine, dialoghi leggeri e parole pesanti con una colonna sonora stupenda che ad esse si mescola.
Al termine del film un irreale silenzio e nessuno che sembrava avesse voglia di andarsene… a casa, cosa mai fatta prima, ho attaccato il “muletto” per poterlo scaricare questo è un film che come un buon bicchiere di vino rosso merita di essere gustato sorso dopo sorso pardon… fotogramma dopo fotogramma.
February 04 Ditemi che non ho capito...
Domenica 3 febbraio giornata della vita… palloncini verdi che svolazzano nei cieli romani, il papa che, tanto per cambiare, si scaglia contro aborto ed eutanasia che in Italia riguardano probabilmente poco più di centomila persone, ma dall’estremo confort dei suoi palazzi ben si guarda dallo schierarsi apertamente contro un sistema economico di privilegiati che hanno tutto e che riducono alla fame (ed alla morte!!!) milioni di persone.
Ma quello che proprio mi ha lasciato senza parole è stato il documento firmato da quattro cliniche ostetricie di Roma dove si dichiara che se il feto prematuro è vivo va rianimato anche contro il volere dei genitori, anche se fosse un caso di aborto.
Ora… non si sta parlando di interruzione volontaria di gravidanza, perché in quel caso i termini sono ben lontani dalle citate 22 settimane ed il nascituro non è certamente abbastanza sviluppato per una respirazione autonoma.
Nel caso si tratti un aborto terapeutico perché la gravidanza può mettere a rischio la vita della mamma credo che, già da ora, si cerchi di far nascere il piccolo il più tardi possibile proprio per salvargli la vita… ma se si tratta di un aborto terapeutico perché è stata rilevata una malformazione del feto come la mettiamo?
Proviamo ad immedesimarci in quella coppia di genitori che, magari per mesi o per anni, ha cercato un figlio e quando finalmente arriva la gravidanza, arriva anche la notizia che il bambino avrà un grave handicap… Qualsiasi sia la loro scelta sarà una scelta di dolore e se, comprensibilmente, non se la sentiranno di portare a termine la gravidanza penso che si chiederanno ogni giorno “che cosa sarebbe successo se…”. Bene… ora potrebbero anche doversi chiedere “come, dove e con chi sta crescendo quel bambino che loro non si sono sentiti di accettare”.
Ma qualcuno, prima di scrivere quel cavolo di documento si è fatto qualche domanda? Qualcuno ha in famiglia un bambino o un adulto con un grave handicap e vive, giorno per giorno, tutte le sue difficoltà e soprattutto si preoccupa per quando, inevitabilmente, dovrà abbandonarlo? Ed il diritto di una donna di poter scegliere, che fine ha fatto?
Vi prego… ditemi che sono io che non ha capito nulla e che nessuno sta cercando di tenere in vita un bambino con sicure malformazioni, anche a dispetto del parere dei genitori!
Se davvero vogliamo che vita sia, dovremo dare alle famiglie la possibilità di una scelta serena, ma allora dovremmo smettere di vedere i portatori di handicap come dei “diversi” (ma mi sembra una cosa assai complessa in un paese in cui l’apparire sembra diventato il solo scopo della vita), dovremmo risolvere un bel po’ di questioni pratiche (dalla mancanza di insegnati di sostegno alle barriere architettoniche) e, diciamolo pure, anche di problemi economici perché non so quante famiglie possano vivere decorosamente con un reddito e la eventuale pensione.
Foto presa dalla rete
February 01 Lei non sa chi sono io!Esco quasi di corsa. Non ho resistito ai miagolii di Gennarino che reclama la sua dose di coccole ed ora sono in ritardo, fortuna che c’è poca gente per strada… in una ventina di minuti dovrei arrivare alla riunione. Meno male, perché non sarebbe una gran bella figura presentarsi in ritardo la prima volta!
Anche se il semaforo è verde mi vedo sfrecciare davanti uno scooter. Non ho neppure il tempo di pensare che razza di incosciente sia che sento il rumore sinistro dello scontro… la macchina che procedeva in senso inverso non è stata altrettanto fortunata ed ha centrato il motorino. Faccio inversione al volo e con le dita che mi tremano compongo il 118 per chiamare un’ambulanza.
E’ un ragazzino quello che giace a terra, il casco si è sfilato ed è qualche metro più in là. Non si muove! Non saprei dire quanto tempo sia passato, forse solo pochi secondi che però mi sono sembrati eterni… poi, finalmente, il ragazzo muove una mano e poi tenta di sollevarsi. Cerchiamo di dissuaderlo… ha un taglio alla testa quindi è decisamente meglio che aspetti l’intervento di un medico.
Mentre un ragazzo gli tiene compagnia mi avvicino alla conducente dell’auto. E’ bionda, minuta, non avrà più di trent’anni ed è terrorizzata. Continua a ripetere solo “non l’ho neppure visto… non l’ho neppure visto”.
I soccorsi sono veloci… in pochi secondi il ragazzo ha il collo immobilizzato e viene caricato sull’ambulanza. A testimoniare l’incidente solo lo scooter, il casco e quella brutta macchia rossa sull’asfalto.
Altro che venti minuti per arrivare alla riunione… è già passata più di mezzora e dei vigili neppure l’ombra. Ma non me la sento di lasciare da sola Anna, la conducente. Le chiedo se vuole avvertire qualcuno ma non sono neppure sicura che abbia capito che cosa le ho detto.
Finalmente, con tanto di lampeggiante e sirena spiegata, arriva la macchina bianco e blu dei vigili urbani. Scendono, fanno qualche domanda ad Anna e poi cominciano i rilievi. Forse sono io che ho fretta, ma mi sembrano incredibilmente lenti. Quando penso che possano aver finito mi faccio avanti perché possano raccogliere anche la mia testimonianza.
Con mia grande sorpresa mi trovo davanti un vigile che definire diffidente è un semplice eufemismo. “Come mai è rimasta qui tutto questo tempo, non è che lei è amica del conducente?” Questa ed altre molto simili sono le domande che mi pone invece che preoccuparsi di trascrivere quello che gli voglio dire!
Comincio a perdere la pazienza ed all’ennesima insinuazione gli rispondo, suppongo pure in malo modo “senta, io penso che investire qualcuno sia qualcosa che lasci profondi segni e credo che lo dimostri lo stato confusionale della signora. Ma credo che questo sia più che sufficiente… e che non sarebbe davvero giusto che avesse qualche problema visto che è del tutto incolpevole… non andava sicuramente ad una velocità elevata ed il semaforo, per lei, era verde. Credo che sia un dovere civico prestare soccorso e dare il proprio contributo perché non ci sia nessun tipo di strumentalizzazione ma se lei non fosse d’accordo invece che verbalizzare quello che le sto raccontando può semplicemente darmi le sue generalità… provvederò direttamente a passare al suo comando e riferire, con dovizia di particolari, come si sta comportando!”.
Ehm... devo aver alzato un po’ la voce perché si avvicina anche il suo collega… per un attimo penso che mi sto infilando in un bel casino ma, fortunatamente, il secondo arrivato in pochi minuti trascrive tutto e ringraziandomi mi saluta.
Ho ancora un diavolo per capello… la riunione è cominciata ormai da un pezzo… meglio che vada a casa a far qualche altra coccola ai mici. E pensare che ci si lamenta se le persone restano indifferenti… e ci credo se questo è il trattamento... Dio, quanto avrei voluto essere "qualcuno che conta" e potergli sbattere in faccia "lei non sa chi sono io"!!!
Foto presa dalla rete January 17 Speranze perdute?Avrei voluto scrivere d’altro questa mattina… dei Blog che mi fanno pensare, o ancora di cinema (ma non di film). Ma è stato proprio passando dai blog “amici” che mi è venuta questa riflessione.
Chi con un lungo ed articolato post, chi con un semplice commento, chi riportando le parole di altri, chi con molta ironia… Riccardo, Filippo, Virginia, Andrea… un nome solo si rincorre di blog in blog: Mastella.
Credo che le vicende siano ormai note a tutti… la moglie ed una ventina di rappresentati del suo partito in Campania sono, nella migliore delle ipotesi indagati, nella peggiore arrestati (per la moglie per ora solo arresti domiciliari) per la gestione del potere politico sulla regione Campania… per concussione insomma. Pubbliche dimissioni del ministro di grazia e giustizia con un attacco che non ha precedenti alla magistratura. Rifiuto di Prodi delle dimissioni e totale solidarietà a Mastella da parte di tutto lo schieramento politico. L’aggiornamento di oggi narra che le dimissioni siano irremovibili e che Prodi occuperà la carica del ministro ad interim… meno male ma il danno è comunque fatto.
Perché io penso che non sia ammissibile che l’intero parlamento, senza aver nessuna conoscenza dei fatti e dello spessore dell’indagine si schieri contro la giustizia e peggio che, una volta che si sia venuti a conoscenza che l’accusa è di concussione, alzi le spalle quasi a dire “beh, solo di questo si tratta?” come a legittimare che il clientelismo politico sia ormai una istituzione del nostro paese.
Leggo dell’indignazione di tanti e non posso che chiedermi se si possa fare qualcosa per cambiare un sistema che, sempre più velocemente, sta portando l’Italia intera nel baratro.
Penso, ripenso… ma onestamente non vedo una via d’uscita. Non c’è un solo politico a cui senta di poter affidare il mio voto serenamente.
Forse è proprio questa sensazione di non sapere che cosa fare, di aver perso le speranze per un’Italia diversa a lasciarmi questo spiacevole sapore di amaro in bocca…
Magari ha ragione la Gabanelli quando dice che forse l’unica possibilità che abbiamo è quella di presentarci alle prossime elezioni (magari neppure così lontane!) e lasciare la scheda bianca. Che succederebbe se più della metà degli elettori dichiarassero in questo modo il loro dissenso a questa classe politica? Forse nulla… forse…
PS di solito mi piace mettere una foto, quasi a completamento dei miei post, ma non avendo trovato una “mastella” adatta, giacché a Bologna il termine è comunemente usato per indicare una bacinella, preferisco risparmiarvi la sua facciona! January 16 Cous cous
Era un sacco di tempo che non trovavo un film che mi ispirasse ma le recensioni positive, il Leone d’oro mancato per un soffio (e per il quale si mormora che il regista abbia avuto un moto di stizza) mi hanno allettato e così, in un sala insolitamente gremita per lo spettacolo del tardo pomeriggio, ieri sono andata.
La trama racconta le vicende di Slimane, un anziano operaio portuale tunisino che, trovandosi a dover affrontare i problemi di flessibilità lavorativa decide di investire i suoi scarsi risparmi ed i suoi sogni nella trasformazione di una vecchia barca in un ristorante con il cous cous come piatto principe. Sullo sfondo Setè un anonimo ed un po’ triste paese nelle vicinanze di Marsiglia, ed intorno al protagonista un nugolo di persone: l’ex moglie, i figlie e le figlie con i rispettivi consorti, i nipoti, la nuova compagna e la figlia di questa.
Il regista ci cala nella vita quotidiana di questo nucleo familiare allargato, attraverso i tagli stretti delle inquadrature ed i dialoghi serrati ci rende partecipi delle vicende, ci spinge ad immedesimarci ed, inevitabilmente, a fare il tifo per Slimane quando le cose sembrano non andare nel verso giusto, finiamo per correre anche noi sul vecchio motorino insieme al protagonista, nella notte, per trovare una impossibile soluzione.
Con queste scene di normalità il regista attraversa le problematiche di una difficile integrazione sia familiare sia sociale, ci mostra l’attaccamento medio borghese al proprio orticello, i pregiudizi, la maldicenza, la burocrazia con il rimpallo delle responsabilità, la difficoltà di ritrovarsi in un ambiente lavorativo che non ti ritiene più all’altezza, ma anche il valore dell’amicizia e della solidarietà…
Un plauso particolare va sicuramente agli attori che, ad eccezione di Hafsia Herzi (giustamente premiata a Venezia con il premio Mastroianni come miglior attrice emergente), non sono professionisti… Slimane per esempio è interpretato da un operaio (o forse ora ex operaio).
Unico neo, però forse rilevante per molti spettatori, è che sembra mancare, in un certo qual modo, il senso della misura… innanzitutto per la durata del film (151 minuti!!!), ma anche sull’eccesso degli sfoghi verbali di una delle figlie e di una delle nuore, così come l’indugiare quasi ossessivo sui dettagli dei volti e delle cose.
Questo film verrà sicuramente ricordato per la scena della danza del ventre (vivaddio di una ragazza ben dotata di curve e davvero molto lontana dal modello grissino, ma non per questo meno sensuale) ma sicuramente c’è ben altro che merita di essere visto… nonostante gli innegabili eccessi. Benvenuto! Utilizza il mio GuestBook
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